L'importanza della relazione nella gestione della classe



La scuola italiana è diventata un campo di battaglia, i recenti episodi di cronaca lo testimoniano. Docenti sfregiati, picchiati dagli alunni o aggrediti dai genitori. Neanche troppo la punta di un iceberg di una situazione assolutamente difficile, contrassegnata da un conflitto contro il corpo docente, che non di rado diventa anche fisico.
L'insegnante diventa un nemico agli occhi di alunni e genitori nel momento in cui dice no! La frustrazione di un brutto voto, un qualsiasi provvedimento disciplinare od anche una famigerata bocciatura non è tollerata non solo dai discenti ma spesso dai genitori stessi...
Su quanto detto ci sarebbe da scrivere per giorni ma eviterò, sia perchè oggi ho poco tempo, sia perchè, a proposito di frustrazione, riflettere sul livello di decadenza al quale siamo arrivati, grazie alla non-cultura e alla irrazionalità del clima culturale degli ultimi cinquant'anni  provoca in me molta rabbia.
L'insegnante si trova sempre più isolato e sprovvisto di strumenti per svolgere e mantenere il proprio ruolo, inoltre  è anche socialmente solo ed osteggiato, se così non fosse non ci ritroveremmo genitori che fanno veri e propri agguati al corpo docente...
Per esperienza posso affermare che, in questa assurda e paradossale situazione, può essere enormemente d'aiuto cercare di entrare in relazione
Per entrare in relazione intendo l'instaurare un rapporto con ciascun alunno nel quale ci si preoccupa di lui non solo come discente ma anche come individuo con una personalità ed un vissuto che spesso risulta essere problematico e doloroso.
Nell'adolescenza attuale il soggetto si ritrova di fatto semi-abbandonato, egli è solo nell'affrontare il mondo e nel superare le proprie tappe di sviluppo.
Ad aumentare questa distanza tra adolescenti ed adulti c'è  una forma mentis ed un approccio all'esistenza totalmente nuovo dei primi rispetto a quest'ultimi.
L'adolescente vive la figura adulta con rabbia perchè essa è ormai di fatto assente e la percepisce come distante perchè c'è sempre più difficoltà di comunicazione e comprensione.
L'insegnante è un adulto che in quanto tale può porsi in maniera presente e fare la differenza: io ci sono, il tuo mondo mi interessa e se hai dei problemi ti ascolto e se posso ti aiuto. 
Tutto questo entro il limite imposto dal proprio ruolo, nell'ottica di rafforzare il ruolo stesso e non di sfaldarlo ulteriormente!
Nei prossimi post racconterò nello specifico di alcune mie modalità per instaurare una relazione, di come tutto ciò mi aiuti nella gestione della classe e nel dare i tanto odiati NO, senza, almeno per ora, scatenare ripercussioni fisiche sulla mia persona...



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